Inviti e riflessioni da condividere e approfondire, di Bernhard Oberrauch
Il produttore cinematografico Wolfgang Sendlhofer cerca, con i suoi documentari investigativi, di offrire una visione articolata, indipendente dalle narrazioni politiche e mediatiche.
Sintesi della sua stessa descrizione di “Perché la guerra invece della pace” [Trailer 1, 2]:
Ogni giorno ci troviamo di fronte alla “unica verità” che non dobbiamo mettere in discussione. Le opinioni divergenti vengono ormai emarginate, e nonostante ciò, o proprio per questo, possiamo e dobbiamo mettere in discussione.
Viene analizzato criticamente il motivo per cui spesso mancano soluzioni diplomatiche e quali forze influenzano le guerre dietro le quinte. Viene mostrato chi ha interesse alla guerra e all’escalation e come la propaganda influenzi l’opinione pubblica.
Il film si presenta come un mosaico investigativo: non fornisce risposte semplici, ma rende visibili le connessioni e mette consapevolmente in luce anche le contraddizioni.
Invito tutti gli interessati a guardare questo documentario sabato 9 maggio 2026 alla presenza del produttore del film [it] (in lingua tedesca) o più tardi tra 28/05/2026 e 31/05/2026 nel Cineplexx a Bolzano o Lagundo/Merano.
È interessante notare che, da un lato, i governi e i media incitano alla guerra con la propaganda e, dall’altro, vengono sanzionate le persone che mettono in discussione criticamente – le ragioni addotte dall’UE per le sanzioni sono la «propaganda filo-russa». Esiste quindi una propaganda buona e una cattiva.
Hüseyin Dogru, in qualità di giornalista, è una di queste vittime delle sanzioni dell’UE. In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa di ieri, scrive:
«Non si può inventare una cosa del genere.
È la Giornata mondiale della libertà di stampa e questi manifesti sono davanti alla mia porta di casa: “Stampa libera. Proteggete ciò che ci sta a cuore.”
Lo stesso identico Consiglio dell’UE ha letteralmente sanzionato me e red.media proprio per questo.
Questo sarà sicuramente il mio manifesto elettorale.“

Invito tutti gli interessati ad approfondire i temi della libertà di espressione, dello Stato di diritto e della pace, non solo in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa di ieri.
Cosa può fare ciascuno di noi per la pace?
È una decisione politica che si realizza attraverso tanti piccoli passi, diffondendo il messaggio e anche mostrando pubblicamente il proprio volto, ad esempio firmando il Manifesto per la pace. Per se stessi: riconoscere la propaganda e confrontare le informazioni in modo critico.
La neutralità dell'Europa potrebbe essere un obiettivo valido; un'iniziativa in Svizzera potrebbe fungere da modello.
