Blog Guerra e pace, ordine mondiale

La Festa del Lavoro è anche la Giornata della Neutralità

La sinistra non sa più cosa farsene della neutralità. Si tratta di un grave errore. La neutralità rappresenta un grande vantaggio competitivo anche per i lavoratori. Traduzione di un articolo di Christoph Pfluger, 30.04.2026, originale https://www.zeitpunkt.ch/der-tag-der-arbeit-ist-auch-der-tag-der-neutralitaet

(Illustrazione: ChatGPT)
Il Movimento per la neutralità (bene.swiss) ha deciso a febbraio di celebrare il primo giorno di ogni mese come Giornata della neutralità e della pace, appendendo bandiere ai balconi o organizzando veglie.
Domani la Giornata della neutralità coincide con la Festa del Lavoro, una combinazione azzeccata, a mio avviso.
La sinistra non sa più cosa farsene della neutralità e ama deriderla come una posa morale, una reliquia superata. Gli esponenti dei partiti di sinistra si battono quindi per un avvicinamento alla NATO.
Questo è un grave errore. Un Paese che rinuncia alla propria indipendenza politica perde anche il controllo delle proprie regole economiche.
La neutralità non è un ornamento morale, è un concreto vantaggio competitivo. Poiché la Svizzera non si lascia coinvolgere in alleanze militari, la spesa militare rimane relativamente bassa. Questi soldi non mancano: sono a disposizione per l’istruzione, le infrastrutture e la stabilità sociale. Questo rafforza il potere d’acquisto.
Allo stesso tempo, la neutralità tutela l’autonomia economica. La Svizzera può intrattenere rapporti commerciali con tutti i Paesi. Può stabilire autonomamente le regole del proprio mercato del lavoro, difendere i propri salari e coltivare il partenariato sociale. Il risultato lo vediamo ogni mese: salari elevati, rapporti di lavoro stabili, un’economia interna forte.
La Svizzera lo dimostra dal 1815: la neutralità ci tiene fuori dalle guerre e dalla follia degli armamenti (ma purtroppo non più dalle spirali delle sanzioni). Invece di sperperare miliardi in carri armati e missili, il denaro dei contribuenti viene destinato a salari, AVS, casse di disoccupazione e a un sistema educativo esemplare.
Risultato? Salari medi superiori a 6'500 franchi lordi – primo posto a livello mondiale (esclusi i piccoli paradisi fiscali). Non dobbiamo accontentarci di salari bassi per rimanere «competitivi».
Chi indebolisce la neutralità rischia ben più che pericolosi cambiamenti nella politica estera. Apre la porta a interessi stranieri. Un avvicinamento alla NATO e alle strutture militari dell’UE comporta maggiori spese militari, una maggiore dipendenza geopolitica e meno margine di manovra a livello nazionale.
La neutralità non è fine a se stessa. È un modello di successo, soprattutto per i lavoratori.
bene ha creato un volantino su questo tema. Se partecipate a una manifestazione del 1° maggio, potete scaricare il volantino, stamparlo e distribuirlo. Scaricatelo qui.

Ps: Il Dr. Pascal Lottaz e il Dr. Jonas Tögel offrono una buona comprensione della neutralità
Video: “Dr. Lottaz & Dr. Tögel: i ricercatori offrono una panoramica sui punti caldi attuali (Ucraina, Iran, Venezuela…)” [in tedesco]
Dr. Pascal Lottaz: “In Svizzera la vera sinistra lotta per la neutralità”, 30 marzo 2026.

© MwSt.: IT01662430212 geiger-webdesign.com
Utilizziamo i cookie

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.