Mentre i socialdemocratici svizzeri hanno deciso di opporsi a un’iniziativa volta a definire la neutralità nella Costituzione, si è formata una nuova alleanza di sinistra a sostegno dell’imminente referendum di fondamentale importanza. Traduzione di un articolo di Pascal Lottaz del 30 marzo 2026, originale https://pascallottaz.substack.com/p/in-switzerland-the-real-left-fights
Nell’autunno del 2026, gli svizzeri voteranno su un’iniziativa popolare (un referendum) intitolata «Preservare la neutralità svizzera», che mira a sancire una rigorosa neutralità nella costituzione del Paese, vietando al governo di aderire ad alleanze militari o di partecipare direttamente o indirettamente a conflitti militari. Mentre la costituzione attualmente menziona solo la parola “neutralità” senza definirla, questo emendamento vieterebbe per la prima volta in modo esplicito non solo il coinvolgimento militare nei conflitti, ma anche le misure coercitive unilaterali – ovvero le sanzioni – e invertirebbe la pericolosa tendenza della Svizzera a copiare e incollare le sanzioni dell’UE.
Mentre alcuni denigrano l’iniziativa definendola «di destra», «populista» o addirittura «filoputiniana», si è recentemente costituito un comitato internazionalista di sinistra a sostegno dell’iniziativa. Esso sostiene che la Svizzera debba essere non allineata e pacifica sulla scena internazionale. Il testo fondativo del comitato è il seguente.
Comitato pacifista e internazionalista per la neutralità
Convinti che la Svizzera debba porre urgentemente fine al suo pericoloso riavvicinamento alla NATO e all’adozione automatica della retorica bellicosa del campo euro-atlantico, organizzazioni progressiste, partiti politici e personalità di sinistra si sono unite per formare un comitato pacifista e internazionalista per la neutralità. Sebbene il concetto di neutralità sia stato abusato dalle forze borghesi di questo Paese e la sua applicazione sia stata spesso incoerente, riteniamo che, nella situazione attuale, sia un compito centrale delle forze progressiste difendere questa neutralità nel nostro Paese.
Questo comitato sostiene che:
- La Svizzera sta accelerando il suo riavvicinamento alla NATO aprendo un ufficio di collegamento permanente a Ginevra e partecipando a progetti militari congiunti dell’alleanza come Sky Shield, PESCO o ReArm Europe. Un rapporto commissionato dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e pubblicato nell’agosto del 2024 raccomanda senza mezzi termini di allentare la nostra politica di neutralità per avvicinarci alla NATO, partecipando più attivamente alle esercitazioni militari dell’alleanza e autorizzando esportazioni di armi su scala più ampia. Dobbiamo riconoscere la gravità di questa situazione e il disastro che comporterebbe per le future generazioni nel nostro Paese, in particolare il rischio che possano essere sacrificate in una futura guerra su larga scala sotto la bandiera della NATO. Questo rischio è persino apertamente auspicato dal capo dell’esercito uscente, che non ha nascosto il suo desiderio di inviare 200 soldati svizzeri in Ucraina. L’iniziativa «Salvaguardia della neutralità svizzera» impedisce al nostro Paese di aderire a un’alleanza militare sovranazionale come la NATO.
- La Svizzera dovrebbe rimanere non allineata e non dovrebbe prendere parte alle politiche imperialiste dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, ma dovrebbe invece trasmettere un messaggio di pace. Oggi, tuttavia, la Svizzera ha perso la sua voce sulla scena internazionale ed è diventata poco più che un portavoce del discorso atlantista e bellicista. Si tratta di una posizione pericolosa, che trasforma la Svizzera in una parte in causa nel conflitto. Queste distorsioni della diplomazia svizzera sono state ripetutamente denunciate da ex ambasciatori e dal personale del Dipartimento federale degli affari esteri. All’inizio di una nuova Guerra Fredda, l’iniziativa sulla neutralità permette al popolo svizzero di esprimere il proprio rifiuto di questo allineamento sistematico, che non fa che aggravare una situazione globale già delicata e che fa temere il peggio. L’Europa vanta una lunga tradizione di movimenti pacifisti non allineati che si sono opposti al riarmo e allo scontro tra blocchi. Vogliamo rafforzare questa tradizione e fare della Svizzera l’unico paese veramente non allineato dell’Europa occidentale. Il principio di neutralità, che garantisce e promuove il dialogo tra gli Stati, non impedisce in alcun modo a cittadini, associazioni e partiti politici di prendere posizioni al di fuori di tale quadro.
- La neutralità non è complicità. Questo messaggio, espresso da 250 funzionari del Dipartimento federale degli affari esteri e da 56 ex ambasciatori in lettere aperte a Ignazio Cassis, assume tutto il suo significato alla luce del genocidio a Gaza. Oggi la Svizzera sta scandalosamente facendo propria la propaganda di guerra del governo Netanyahu. Eppure il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale era un tempo la bussola della politica estera svizzera, sebbene con alcune deviazioni. Una Svizzera che offre i propri buoni uffici dovrebbe riconoscere lo Stato di Palestina (Israele è riconosciuto dalla Svizzera) e adoperarsi per porre fine alla colonizzazione della Cisgiordania.
- La Svizzera non dovrebbe adottare sanzioni arbitrarie. Le sanzioni economiche non solo sono in gran parte inefficaci e violano la sovranità dei paesi interessati, ma affamano anche le popolazioni e danneggiano principalmente le condizioni di vita delle classi sociali più basse. Ciononostante, la Svizzera è in prima linea in queste misure attraverso l’applicazione meccanica delle sanzioni illegali dell’UE, ad esempio contro il Venezuela e il Nicaragua, e attraverso l’adozione del 15° pacchetto di sanzioni contro la Russia e la Bielorussia. Anche Cuba è colpita dall’applicazione del blocco da parte delle banche svizzere. Ciò ha conseguenze negative anche per la popolazione europea, che, a causa di queste sanzioni, deve affrontare drastici aumenti dei prezzi, soprattutto nei settori dell’energia e dell’alimentazione. Come previsto dall’iniziativa, la Svizzera dovrebbe applicare solo quelle sanzioni che sono state decise dalla comunità internazionale.
Comitato pacifista e internazionalista per la neutralità
- Partito svizzero del lavoro (PdAS/PST-POP)
- Partito comunista (Svizzera)
- Movimento svizzero per la pace
- Associazione Svizzera-Cuba
- Fronte per la neutralità e il lavoro (No UE – No NATO)
La loro pagina web è disponibile qui:
in italiano: https://www.comite-gauche-neutralite.ch/it
in francese: https://www.comite-gauche-neutralite.ch/le-comité
